La Brughiera nasce il 24 aprile 2017 grazie a un’intuizione di Edoardo Ballabio e Monia Crotti, dopo anni di lavoro come educatori nell’ambito della disabilità. Il desiderio è realizzare qualcosa di nuovo, che metta al centro la persona con i suoi desideri, valori e competenze. L’obiettivo dei servizi non deve essere “occupare il tempo” delle persone che vivono con qualche forma di disabilità, ma costruire insieme un percorso di vita e relazioni con gli altri, il territorio e la comunità locale.
In pochi anni la cooperativa ha visto un veloce sviluppo, avviando diversi servizi e numerosi progetti sul territorio, consolidando le relazioni con associazioni e istituzioni locali. Agiamo nell’ottica dell’impresa sociale, coniugando la dimensione economica e imprenditoriale con la crescita delle persone e di una comunità più ricca di relazioni significative.
Attualmente sono 25 le persone che frequentano ogni giorno gli spazi del nostro centro diurno a Meda. La Brughiera ha accordi coi servizi sociali di otto comuni -Meda, Seregno, Seveso, Cabiate, Novedrate, Mariano Comense, Cogliate e Carimate – e con cinque consorzi: Codebri (Desio Brianza), Tecum di Mariano Comense, Cs&L di Cinisello, Arti e mestieri di Monza, azienda Galliano di Cantù.
Collaboriamo con le scuole per lo svolgimento di tirocini, sia presso di noi che dei nostri utenti presso le aziende del territorio, tra cui Cfp Terragni e don Milani di Meda, Minoprio agraria, Aslam di Lentate, Parini di Seregno.
In questi anni abbiamo dato vita a un progetto di agricoltura sociale: nei nostri orti a Meda e Seregno, grazie a privati che ci hanno dato in usufrutto degli appezzamenti di terreno, coltiviamo verdura e frutta che vendiamo a privati. Un progetto che ci ha permesso di sperimentarci in ambito lavorativo e di instaurare rapporti di scambio e amicizia con con le persone che vengono ad acquistare settimanalmente i nostri prodotti a chilometro zero.
Dopo la pandemia abbiamo proposto al Comune di Meda di riaprire il Centro anziani Primo Busnelli che era rimasto chiuso per due anni durante la pandemia da Covid-19. L’incontro fra gli anziani che lo frequentano e gli utenti della nostra cooperativa è uno scambio fra generazioni che sta ricucendo i rapporti comunitari, a partire dalle nostre fragilità e dalle nostre risorse.






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