Siamo una cooperativa sociale che si occupa di servizi alla persona e di accompagnamento all’autonomia di giovani e adulti. Gestiamo un centro diurno per persone con disabilità, animiamo un centro di socializzazione per la Terza età e vendiamo i prodotti dei nostri orti e oggetti di artigianato prodotti da noi. Vogliamo costruire comunità locali più capaci di riconoscere la dignità di tutti, più attente e attive nel creare nuovi spazi di relazione e diritti di cittadinanza, e nel rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo di ogni persona.
La nostra realtà prende il suo nome dal luogo in cui operiamo, il bosco che sorge a pochi passi dalla nostra sede. La “brughiera” è un luogo naturale ma anche simbolico, dove sono presenti elementi semplici ma vitali: acqua, legna, torrenti, pascoli, fauna, percorsi che rigenerano il corpo e lo spirito.
La Brughiera si riconosce in un ecosistema complesso di persone, fatto di elementi semplici: un ambiente che accoglie e rigenera chi lo attraversa, che dà freschezza e fa riflettere, un luogo di passaggio per alcuni, di permanenza per altri. Un insieme di sentieri, un luogo di crescita per chi sa coglierne le potenzialità.
Crediamo che la tutela e la promozione del diritto al lavoro per tutti, anche per i soggetti più svantaggiati, a seconda delle proprie capacità, porti a un benessere non solo individuale ma anche collettivo. Promuoviamo perciò la valorizzazione della diversità, il principio dell’interesse verso la comunità, attivando la stessa a rendersi responsabile delle persone che la abitano.
Comunità, responsabilità, attenzione e cura sono i punti di riferimento in quello che ci auguriamo possa essere un lungo cammino, aperto a tutta la comunità circostante, sicuri che le persone che vorranno conoscere la nostra realtà troveranno un ambiente che accoglie e dona sempre qualcosa di sé.



Il nostro obiettivo è e rimane l’integrazione, l’inclusione (quella reale) con le persone: vogliamo farci conoscere attraverso il nostro lavoro, i nostri prodotti, le nostre reali capacità, uscendo dagli stereotipi che vedono persone disabili come ospiti di centri diurni intenti a fare “lavoretti” o “disegni”. Vogliamo sperimentarci , ognuno secondo le proprie capacità, in primis quelle lavorative.


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